Un silenzioso e lungo serpentone umano percorre l’aula Giulio Cesare, dove da è allestita la camera ardente per Franco Sensi, il ‘presidentissimo’ della Roma che si è spento nella notte tra domenica e lunedì ad 82 anni. Il feretro, accolto dal vicesindaco della capitale Mauro Cutrufo, si trova nella stessa aula che a suo tempo ha ospitato la camera ardente di Alberto Sordi, solitamente riservata ai sindaci della città: due composizioni di fiori bianchi sono ai piedi della bara, sopra la quale è adagiata una bandiera con i colori giallorossi della Roma. Lo stendardo è issato a lutto dietro al feretro e vigilato da due ragazzi della primavera della squadra. Accanto a Franco la moglie Maria e le tre figlie, Maria Cristina, Silvia e Rosella e il vicepresidente della Roma Ciro De Martini. Chi viene a rendere omaggio lascia una poesia, una sciarpa giallorossa: dalle 6 della mattina sono già in 30mila che hanno voluto rendere omaggio al presidente giallorosso. Nessun fiore: la famiglia ha preferito invitare tutti a fare delle donazioni per l’ospedale Gemelli. Gavino Angius è stato tra i primi a salutare Franco Sensi. E poi ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il prefetto di Roma Carlo Mosca. Politici, come Paolo Cento, e personalità dello spettacolo da Antonello Venditti a Simona Marchini, l’ex centravanti della Roma Abel Balbo, il popolare ex speaker dell’Olimpico Carlo Zampa. Si è fermato a lungo davanti al feretro di Franco Sensi, parlando fittamente con Rosella, amministratrice delegata della Roma.
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